– Expo, Summit degli 83 ministri della cultura.

I rappresentanti dei Paesi si confronteranno per due giorni. Renzi: “Questo sia il motore del nostro sviluppo”. Sul tavolo la proposta italiana di istituire una task force internazionale in caso di calamità o attacchi terroristici

di ORIANA LISO

“L’Italia ha la legislazione sulla tutela del patrimonio culturale più antica del mondo: in tutti i campi c’è chi opera bene e chi opera male, ma al resto del mondo possiamo offrire la nostra eccellenza nel restauro, nelle competenze artistiche e archeologiche”. Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, per due giorni, non vuole guardare ai problemi di casa nostra (vedi Pompei o Roma) ma ad accogliere le delegazioni degli 83 Paesi presenti a Expo che, oggi e domani, sono a Milano per la conferenza internazionale dei ministri della cultura. “La cultura deve essere il motore dello sviluppo dell’Italia che verrà” ha detto il premier Matteo Renzi.

Il benvenuto é negli spazi ex industriali di Milano della Fondazione Prada, con Miuccia Prada come padrona di casa, il cuore della conferenza è a Expo, con il direttore generale dell’Unesco Irina Bokova e un intervento video del segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon. Parte in vantaggio, Franceschini, perché proprio l’Unesco, a marzo, ha ritenuto molto interessante la proposta italiana di istituire i “caschi blu della cultura”, una task force altamente specializzata per gli interventi pre e post attacchi terroristici ai beni culturali di tutto il mondo.

“Quando il terrorismo vuole colpire qualcosa di bello – ha detto il premier Renzi – colpisce i musei, le scuole, la redazione di un giornale, i luoghi di cultura perché il terrorismo sa bene dove farci del male: nel nostro modo di vivere”. Il terrorismo e i tesori artistici: il pensiero va a Palmira e allo scempio dell’Isis e al fenomeno del traffico di beni archeologici come possibile fonte di finanziamento delle organizzazioni terroristiche, ma la proposta italiana guarda avanti: i caschi blu interverrebbero nei casi di segnalazioni di attacchi per mettere in sicurezza le opere d’arte e i reperti oppure, nella fase successiva, per iniziare subito le operazioni di salvataggio e ricostituzione dei patrimoni danneggiati e a rischio.

E’ questo uno dei temi portanti della conferenza, che vede impegnati i Paesi partecipanti in sessioni plenarie e incontri bilaterali per affrontare anche un’altra prospettiva della tutela, quella dalle catastrofi naturali: a Milano è arrivata anche una delegazione del Nepal, devastato dal terremoto nello scorso aprile, e dove un’equipe di esperti italiani ha fatto sopralluoghi e incontri con le istituzioni per mettere a frutto le competenze italiane.

C’è anche un altro progetto che parte dall’Italia e che la conferenza metterà a fuoco: l’istituzione di una scuola internazionale sul patrimonio culturale, post laurea, che sarà aperta fra un paio d’anni per ospitare studenti che, da tutto il mondo, vorranno approfondire in Italia le loro conoscenze tecniche su restauro, archeologia, storia dell’arte e architettura. Per i delegati dei vari Paesi, anche due momenti di cultura in città, con una visita al Cenacolo vinciano e con una serata alla Scala.

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